sabato 8 giugno 2013

L'IPNOSI DEL TEMPO


La reincarnazione ci vede coinvolti in un processo di cambiamento lungo e doloroso, fatto anche di piaceri ma questa crescita è improntata sopratutto sulla raffinazione della violenza che viene elaborata grazie allo scambio di ruolo che ci vede vittime e carnefici in un continuo dondolio che spinge l'anima verso l'equilibrio. L'anima tende ad affinare anche le capacità medianiche, che ci spingono a varcare i limiti umani anche in termini di veggenza o visione dell'al di là, ci può spingere ad essere diversi.

Da un lato ogni male inflitto, tutto ciò che facciamo agli altri, ci viene riproposto con un'inversione dei ruoli, ed è l'anima a volerlo. L'anima non ci salva dalle "punizioni". Le "punizioni" non sono esperienze autoinflitte secondo un errato meccanismo, malato o frutto di condizionamenti, ma la restituzione in termini quantici di tutti gli effetti che abbiamo provocato in noi e in tutto ciò che ci circonda. 


Noi siamo anche gli altri nel nostro mondo, questo perchè ciò che vediamo è una proiezione della mente rispetto a ciò che percepiamo in termini di "codici vibrazionali". Pertanto quello che ognuno di noi compie viene riversato all'interno della nostra sfera esistenziale in quanto esseri unici e responsabili del proprio mondo, ma questo si accorderà con i mondi degli altri. Ma come è possibile ciò se quello che vediamo è uguale a quello che vedono gli altri? 
Questo accade perchè una Coscienza Creatrice più grande che qualcuno ha definito Monade, Dio, Tutto, Uno, Campo Fonte, Spirito Santo, Padre, Pleroma ecc, manda alle anime degli impulsi "esterni" ma che nel quadro quantico così come in quello atomico non esiste una reale divisione e quindi ci ritroviamo ad essere soli ma allo stesso tempo "impastati" assieme a tutto il resto. Immaginiamo noi stessi che da vita in vita ci reincarniamo, rivivendo questioni cicliche e ricadendo pressoché negli stessi errori ma che nel momento in cui si prende coscienza di chi si è, e delle motivazioni che spingono verso quegli accadimenti, si può rompere la catena karmica e modificare la realtà influenzandola verso un cambiamento. In questo caso abbiamo un insieme di anime che influenzano, ma che allo stesso tempo gravano anche passivamente su un vortice vibrazionale che spinge tutto verso il suo centro, sottoforma di Spirito Intelligente e dinamico. 

Siamo frammenti di Dio ma siamo anche un'unica sostanza. Dovremmo, allo stesso tempo, sentirci unici e liberi per due motivi; il primo è che ognuno è responsabile e attivo nel cambiamento dell'intero multiverso, anche se ciò può sembrare assurdo. L'anima super-cosciente ha un potere inimmaginabile, ma solo se ciò si accorda al "rispetto multiversale". 
Quando riusciamo a rompere un meccanismo esistenziale ciclico e quindi per certi versi auto-ipnotico, questo si riverbererà in tutti i mondi come ingrediente essenziale che può più o meno espandersi asseconda della sua armonica vibrazione, della frequenza che l'anima emette. Queste vite che noi abbiamo vissuto in realtà sono solo proiezioni della mente e la morte come interruzione di un sogno che lascia il posto ad un altro sogno, ci vede con un potere enorme rispetto al presente. 

Se cambiamo qualcosa adesso, questo cambia in tutte le nostre vite, anche passate e future, perché il presente è l'anello di congiunzione in cui confluiscono tutte le dimensioni e tutti gli spazi possibili e impossibili, compresi gli spazi tra gli spazi. Se cambi il presente cambi Tutti i Te e l'intero multiverso. Man mano che prendiamo coscienza risaliamo ad un livello di interazione con gli elementi sempre più raffinata. Chissà di cosa possiamo essere capaci, eppure lo siamo già adesso, non basta che "arrivarci". Dio è immobile, così come l'anima lo è, così come tutto è, ma grazie al potere della coscienza possiamo creare tutti quei mondi che sono le varie sfaccettature di un "Perfetto" diviso in più variabili.


Gabriele Sortino

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