mercoledì 29 gennaio 2014

LA SPIRALE DELLA MORTALITA'





Personalmente trovo nella spirale e quindi anche nella proporzione aurea, qualcosa di profondamente affascinante, ma è anche vero che questo fascino rispecchia l'intelligenza dello spirito, ma non la sua essenza più profonda, in quanto la spirale è in realtà il risultato della manifestazione dell'anima su questo piano.
La spirale rappresenta l'essenzialità della forma, l'intelligenza divina che sfrutta le possibilità che il cubo può offrire per ampliarsi e quindi esistere, crescere e svilupparsi all'interno della realtà spazio temporale.

La proporzione aurea è dapertutto, non esiste nulla al mondo che non rispecchi questa forma, anche se essa va incontro a una molteplicità infinita di varianti che ne cambiano continuamente, connotati e combinazioni. Quindi quando pensiamo all'anima non è certo la spirale a rappresentarla, quanto l'impatto, la collisione, che questa ha, rispetto alla dimensione spazio temporale.
Il cubo, ovvero la tridimensionalità così come per il carbonio 12 che ha in sè le regole dimensionali del cubo a 6 facce, proprio in virtù dei 6 neutroni che sono posti al centro di tale elemento e che conferiscono a tutto ciò che nasce sotto questo dominio, questa particolare forma, altro non è che una gabbia, un limite a cui non si può sfuggire se non trasmutando letteralmente in un'altra dimensione.
Nello specifico, la proporzione aurea, rappresenta la congiunzione tra materia visibile e materia oscura di cui l'universo è pieno. 


La sezione aurea è affascinante tanto quanto è inquietante, perchè è inquietante vi chiederete, la risposta è molto semplice, la sezione aurea è un limite a cui non ci si può sottrarre.
E' altrettanto ovvia l'utilità di una qualche dimensione in cui l'anima si possa, anzi si debba manifestare, per poter "esistere", o meglio, per usufruire di tutte quelle dinamiche che consentono allo spirito di uscire dall'eterna immobilità senza spazio né tempo, dalla sua matrice di non località. Ma chi ci assicura che il carbonio 12, ovvero il cubo a 6 facce, sia l'unico dominio dimensionale possibilie?
Personalmente, non credo affatto che lo spazio tempo sia l'unico ambito in cui l'anima possa manifestarsi, come è anche sottolineato negli studi sul carbonio 7, che mettono in luce aspetti che contraddicono l'idea per cui questa sia l'unica dimensione possibile e che quindi l'anima abbia l'assoluta necessità di manifestarsi su questo piano. E' invece possibile quanto probabile che l'anima possa invece manifestarsi e quindi trasmutare letteralmente su un diverso dominio dimensionale. 

In sintesi, la spirale, e quindi, la proporzione aurea, altro non è che un'opzione, una scelta e pertanto non rappresenta l'anima in sè, ma bensì, la scelta dimensionale che l'anima compie nel manifestarsi, ma è anche l'attributo che rispecchia il livello evolutivo in termini di trasmutazione, un livello che può variare proprio come è sottolineato nello studio del carbonio 7.
Ciò rappresenta la sostanziale differenza tra l'elemento carbonio 12, che compone il 99% del DNA e quindi della materia "vivente" e il carbonio 7, che si manifesta quando l'anima trasmuta durante particolari meditazioni profonde in cui la coscienza trascende il sè fisico per affacciarsi ad una nuova "realtà" in cui il cubo si trasforma in un punto senza spazio nè tempo; in termini pratici i 6 neutroni al centro dell'atomo di carbonio diventano 1. Esattamente come è raffigurato nel cubo di Metatron e nell'ultima cena che vede la formula 616 come principio utile a descrivere quest'ambito, questa formula è rappresentata anche dal numero 13.
Pertanto è utile abbandonare l'idea che l'anima necessiti di questo cubo per potersi manifestare e quindi per poter usufruire della dinamica esistenziale legata allo spazio tempo e iniziare a comprendere che può esistere una dimensione, e quindi un corpus, totalmente differente, più libero e meno denso, immortale. Libero dai vincoli dello spazio e del tempo e quindi anche della mortalità, un principio, quello della mortalità, legato al tempo e non all'anima che è "non nata" e quindi immortale ed eternamente esistente.

Gabriele Sortino 



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